Feltri consiglia a Bossi di “non fare il pirla”

Feltri a Bossi non fare il pirlaCessate il fuoco: siamo in guerra!

Sta circolando la notizia che Vittorio Feltri, direttore di “Libero”, sia sceso in campo per dare consigli sentendosi come Gesù nel tempio. Ha suggerito al “pirla” di Bossi di smetterla di esserlo e di “ritornare con Silvio”. Questo principalmente a causa delle recenti posizioni del Senatùr a proposito del coinvolgimento dell’Italia nella guerra in Libia. In uno sprazzo di lucidità il padre del “Trota” ha infatti dichiarato sulle colonne de la Padania: «Il primo punto chiave della mozione riguarda la guerra a Gheddafi: non ci sia un escalation che porti ad azioni di guerra». Il secondo punto: «Occorre intraprendere una intensa azione diplomatica perché purtroppo le bombe non sono mai intelligenti». Poi il nocciolo del testo, dove si propone di «fissare un termine entro il quale far cessare ogni azione militare». Termine che deve essere «rigorosissimo, da comunicare immediatamente al Parlamento».
Il padano leader del Carroccio sembra essere più patriottico e Italiano dei presunti tali, forse ricordandosi che l’Italia ripudia la guerra all’articolo 11 della propria Costituzione.
Senza tralasciare i conti dello Stato e quindi le tasche degli Italiani, la Lega Nord ha chiesto inoltre che «non avvenga un inasprimento della pressione tributaria per finanziare le nostre missioni».

Ma per Feltri ci sarebbero quattro “ottimi” motivi per i quali Bossi dovrebbe rientrare nei ranghi:

1 ) «Un Paese in guerra non può concedersi il lusso di rimanere senza guida, farebbe una pessima figura sul piano internazionale e non sarebbe in grado di affrontare eventuali emergenze».
Non si capisce se il paese in guerra del quale parli il direttore di Libero sia l’Italia. Se fosse il Paese dello stivale, ne ammetterebbe, quindi, l’entrata in guerra, fatto gravissimo ed incostituzionale.

2 ) «Napolitano difficilmente scioglierebbe le Camere e promuoverebbe un esecutivo tecnico sostenuto da partiti che non sono stati scelti dal popolo allo scopo di governare».
A parte che Napolitano è “sciolto” di suo, questi partiti non sono stati scelti dal popolo ma dalla legge-porcata.

3 ) «Elezioni anticipate non si potrebbero organizzare fino alla primavera del 2012 per ovvie ragioni. Perché si votano le Amministrative fra due settimane, poi servirebbero due mesi per la campagna elettorale, e si arriverebbe a metà luglio. In estate gli italiani vanno in vacanza e trascinarli alle urne sarebbe un’impresa fallimentare. In agosto chiudono sia Montecitorio sia palazzo Madama per ferie. E i lavori riprendono a fine settembre. In autunno riaprono le scuole. Inoltre, in Italia non si è mai votato nelle stagioni fredde. Sicché fino a marzo saremmo costretti a vivacchiare con un governo rabberciato, proprio ciò che desidera la sinistra, la quale non si sente pronta per una competizione su scala nazionale».
Chiaro, d’estate è caldo e si va in vacanza, d’inverno fa freddo e non si è mai votato nelle stagioni fredde, marzo è pazzerello e devi uscire con l’ombrello, ad aprile c’è la semina della Cannabis. Magari a settembre dopo la vendemmia.

4 ) «Frattanto Berlusconi sarebbe obbligato a farsi processare senza nemmeno la copertura, pur minima, ma garantita dal mandato ricevuto dagli elettori. E questo non è un dettaglio da trascurare».
Che sfortuna. Sarebbe obbligato a farsi processare come tutti i comuni mortali. E ancora con questa storia del mandato degli elettori? L’elettore comune, se fosse a conoscenza di un crimine compiuto dal candidato, non lo voterebbe; bisogna vedere poi se, in mezzo a tutte queste Mafionerie, le elezioni non siano irregolari. Senza considerare le parole del “creatore” della legge elettorale, ministro del governo Berlusconi, che l’ha più volte definita “una porcata”.

Ricordiamo che, il 21 novembre 2000, Vittorio Feltri fu radiato dall’ordine dei giornalisti con delibera del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia presa all’unanimità, per la pubblicazione di materiale pedo-pornografico.
Risulta logico che siano alquanto stridenti, per esempio, i 5.371.000 euro ricevuti dal suo giornale “libero”, come finanziamento da parte dello Stato nel 2003. Registrato all’epoca come organo del Movimento Monarchico Italiano, si trasformò poi in cooperativa ottenendo così i contributi per l’editoria elargiti alle testate edite da cooperative di giornalisti e diventò s.r.l. a fine dicembre 2006. Successivamente è stata creata una ONLUS per controllare la s.r.l. e, di conseguenza, il quotidiano, in modo da continuare a percepire i contributi in quanto edito da fondazione.

Vittoria: liberati da Libero!

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Fonti:

http://www.giornalettismo.com/archives/123381/feltri-bossi-non-fare-il-pirla-basta-litigi-con-silvio/

http://libero-news.it/news/726404/La_mozione_del_Senat_r___Sei_punti_per_la_Libia_.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Feltri

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