HAARP: Guerre Stelleri sul nostro pianeta

Il raggio della Morte Nera.

Ufficialmente nato come “programma di ricerca” volto a studiare le proprietà della ionosfera e le avanzate tecnologie nelle comunicazioni applicabili nel campo della difesa, il termine HAARP è l’acronimo di High-frequency Active Auroral Reserch Project ossia Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta Frequenza. Nonostante si presenti come un innocuo programma scientifico e un sito ufficiale con dominio .edu, è in realtà un progetto militare del Dipartimento della Difesa statunitense (DOD), coordinato dalla Marina (la U.S. Navy, USN) e dall’Aviazione (la U.S. Air Force, USAF). Considerato il nucleo del programmaStar Wars” (“Guerre Stellari”), fu avviato sotto l’amministrazione Reagan-Bush negli anni ’80 anche con la collaborazione della Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), l’Agenzia d’Investigazione di Progetti Avanzati di Difesa.

Le istallazioni principali sono situate presso i desolati paesaggi ghiacciati di Gekona, in Alaska e costituite fondamentalmente da 180 piloni di alluminio alti 22 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa l’altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km grazie alla loro grande potenza. Queste antenne possono inviare segnali radio in una specifica direzione senza dover essere girate, grazie alla disposizione in una griglia controllata da un computer, conosciuta come “phased array”. Il “phased array” in HAARP non è un radar, ma utilizza alcune delle stesse estremamente alte frequenze per indirizzare un potente raggio radio in uno specifico luogo all’interno della ionosfera.

Il componente principale di HAARP è lo Strumento di Ricerca Ionosferica (IRI), un sistema di trasmissione ad alta frequenza (HF) utilizzato per modificare temporalmente la ionosfera. Secondo il sito ufficiale, HAARP può essere utilizzato “per provocare un cambiamento nella temperatura della ionosfera minimo e localizzato”. Sempre ufficialmente il sistema HAARP intende irradiare 3.6 Gigawatts di energia radio ad alta frequenza all’interno della ionosfera per:

  • Generare ELF, onde a frequenza estremamente bassa per comunicare con i sottomarini.

  • Condurre indagini geofisiche per identificare e caratterizzare processi ionosferici naturali in modo da sviluppare tecniche in grado di mitigarli e controllarli.

  • Generare lenti ionosferiche per focalizzare in un punto una grande quantità di energia ad alta frequenza per scopi militari di difesa.

  • Accelerare gli elettroni per gli infrarossi (IR) ed altre emissioni ottiche che potrebbero essere usate per controllare la propagazione delle onde radio.

  • Generare ionizzazione allineata al campo geomagnetico per controllare le proprietà di riflesso e dispersione delle onde radio.

  • Usare riscaldamento obliquo per produrre effetti sulla propagazione delle onde radio a scopo militare.


Ma mentre alcuni la chiamano ricerca, altri preferiscono chiamarla per quello che è: un nuovo tipo di arma, anche perché esiste un altro progetto militare ufficiale chiamato: “Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025” (“Il Clima come Moltiplicatore di Forze: Controllo Del Clima nel 2025”, ndr), reperibile direttamente al sito dell’Aviazione Militare statunitense (USAF) [1] e non nella mente di un qualche paranoico “complottista”.E sarebbe ingenuo non pensare che i due progetti siano relazionati. In un libro pubblicato nel 1995 [2], i dottori Nick Begich e Jeane Manning esprimevano le loro preoccupazioni circa le pericolose potenzialità di HAARP e del suo raggio elettromagnetico focalizzato e mobile, una sorta di “radiatore ionosferico”, più simile alla Morte Nera che ad un progetto universitario. Nel 2002 la tecnologia HAARP fu tema di discussione nella Duma, il parlamento Russo, che elaboro un comunicato stampa firmato da 90 rappresentanti e presentato dall’allora presidente Vladimir Putin, nel quale si affermava:

     «Gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare la troposfera con le onde radio di bassa frequenza […] L’importanza di questo salto qualitativo è comparabile al passaggio dai coltelli alle pistole, armi convenzionali o alle armi nucleari. Questo nuovo tipo di armi si differenzia da qualsiasi altro tipo conosciuta poiché la troposfera e i suoi componenti diventano soggetti influenzabili». [3]

Anche il Parlamento Europeo, in una risoluzione del 28 Gennaio 1999 a proposito dell’Ambiente, la Sicurezza, e la Politica Estera (A4-0005/1999) [4], sollecitava una valutazione da parte del Science and Technology Options Assessment (STOA, organismo scientifico del Parlamento Europeo), sull’impatto e sulla pericolosità di tale tecnologia. In quella stessa risoluzione si richiedeva una convenzione internazionale per stabilire il divieto mondiale di ogni tipo di sviluppo o utilizzo di armi che possano permettere qualsiasi forma di manipolazione dell’essere umano.

Nel libro “Guerra senza limiti”, scritto dai colonnelli dell’Aeronautica cinese Qiao Liang e Wang Xiansui, si esamina l’impatto della nuove tecnologie sulla guerra moderna. I due militari parlano chiaramente di come un Paese possa mettere in ginocchio il suo nemico scatenando artificialmente le forze della Natura per utilizzarle come “armi non convenzionali”. Ne citiamo un passaggio delucidante:

     «La tecnologia è come un paio di scarpe magiche ai piedi di una bambola meccanica dell’umanità. Dopo che la molla è stata caricata dagli interessi commerciali, la gente può solamente danzare, volteggiando vorticosamente al ritmo che le scarpe stesse hanno stabilito».

L’esponenziale aumento [5] delle catastrofi “naturali” in tutto il mondo ha fatto scattare il campanello dall’allarme a molti ricercatori. C’è addirittura chi [6], studiando nientemeno che i dati ufficiali stessi (ed alcune strane censure) presenti nel sito del progetto HAARP, è riuscito a prevedere con precisione i tristemente noti terremoti degli ultimi mesi.

Che facciamo, andiamo in Alaska e …PRAAH?

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Fonti:

[0]http://www.google.com/patents?id=1aU4AAAAEBAJ&printsec=abstract&zoom=4#v=onepage&q&f=false

[1]http://csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf

[2]http://www.haarp.net/

[3]http://es.wikipedia.org/wiki/High_Frequency_Active_Auroral_Research_Program

[4]http://es.wikipedia.org/wiki/High_Frequency_Active_Auroral_Research_Program

[5]http://research.dlindquist.com/quake/historical/?mag=6&type=num&freq=year&  style=raw

      http://research.dlindquist.com/quake/historical/?mag=6&type=strength&freq=year&style=raw

      http://www.thehorizonproject.com/earthquakes.cfm

      http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/world/historical.php

[6]http://www.youtube.com/watch?v=GmAK0HhoOAA

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2 Responses to HAARP: Guerre Stelleri sul nostro pianeta

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