Traduzioni della neo-lingua

Guerra E Pace. Guerra È Pace.

Chi conoscesse il Grande Fratello del romanzo di Orwell “1984”, prima che diventasse un format della Endmol, ricorderà sicuramente il concetto di bi-pensiero e la sua applicazione attraverso la neo-lingua.
Slogan come “la guerra è pace”, “la libertà è schiavitù”, “l’ignoranza è la forza”, non suscitavano nessuna dissonanza cognitiva ma al contrario erano la base inscindibile del sistema politico per il controllo totale dell’individuo, del cittadino e della massa in questo profetico racconto scritto nella metà degli anni ’40 del secolo scorso, sulla scia degli orrori della seconda guerra mondiale.

Oggi, a sessantacinque anni dall’invenzione letterale di Orwell, la realtà non sembra differire dal romanzo, tanto che gli eredi dovrebbero chiederne i diritti d’autore, un po’ come Licio Gelli con il suo piano di rinascita democratica e le recenti riforme del governo italiano.

Ancora una volta il cittadino è testimone e cavia della manipolazione da parte del potere, anche se le persone più ottimistiche preferiscono parlare di “presa per il culo”.

Nella costituzione italiana, il pezzo di carta più importante e ufficiale di questo paese, l’articolo 11 dice chiaramente: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
[dal sito ufficiale del governo: http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html]

Il principio, scritto per essere comprensibilissimo anche ad un bambino, così da non suscitare dubbio alcuno a nessuno, sembrerebbe però non essere compreso dal governo e dai politici, che ne dovrebbero essere gli esecutori.

È evidente che se un Berlusconi, a proposito dell’attuale guerra in Libia, dice: «Mettiamo a disposizione le basi ma non i mezzi, per ora» addirittura smentendosi come d’abitudine 24 ore dopo concedendo basi e lanciando quattro Tornado e quattro F16, qualcosa non va.
È ovvio che se un Bersani in coro con un Berlusconi si permetta e abbia il coraggio di affermare, dopo gli avvenimenti sopra descritti, che l’art. 11 della costituzione sarebbe salvo, qualcosa non torna.
È lapalissiano che se un Napolitano, non contento e senza limiti di ritegno, non si vergogni nel far salire dalla sua bocca parole come “Questa non è una guerra, è una risoluzione ONU”, qualcosa non quadra.

Ora, è una conseguenza logica che le possibilità siano due: o gli attuali politici non hanno la capacità di intendere e volere e quindi non sono in possesso dei requisiti psichici per governare, o non lavorano per la Repubblica Italiana e i suoi cittadini.
In entrambi i casi dovrebbero essere processati, condannati e nella migliore delle ipotesi andare a casa.

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One Response to Traduzioni della neo-lingua

  1. wedding day says:

    Thats an all ’round well thought out piece…

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