Rischio tsunami nel Mediterraneo.
Recentemente Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio all’Università di Napoli Federico II, ha lanciato l’allarme: il vulcano Marsili, il più grande d’Europa, si è risvegliato ed è alto, quindi, il rischio tsunami in tutto il Mediterraneo meridionale. Ha raccontato il professore che avviò uno studio sui movimenti anomali marini dopo l’ultimo maremoto italiano, quello che colpì Stromboli e l’area limitrofa il 20 dicembre 2002. In quell’occasione si evitò, fortunatamente, la strage: le spiagge erano vuote per la bassa stagione. Ben più grave, un ipotetico scenario estivo. Ha spiegato infatti Ortolani: «Il dato preoccupante che si porge all’attenzione dei cittadini e dei rappresentanti delle istituzioni è che le aree costiere italiane a rischio da tsunami, già individuate con vari studi, ancora non sono tutelate da interventi strutturali preventivi né da attive misure di monitoraggio, di didattica e protezione civile. La ricerca espletata nelle aree più colpite dai maremoti del passato ha messo in luce che se si ripetesse oggi un evento simile durante il periodo balneare si registrerebbero scene drammatiche e luttuose simili a quelle verificatesi nel sud est asiatico durante il disastroso evento del 26 dicembre 2004. Il rischio da tsunami non è nemmeno preso in considerazione nei piani stralcio per la difesa dal rischio idrogeologico». Non sono rassicuranti neanche le parole del presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi: «Di certo c’è che in qualunque istante potrebbe accadere l’irreparabile e noi non lo possiamo stabilire».
Ovviamente la stampa, di questo, non ne parla.
Insomma, si stanno risvegliando anche i vulcani. E Noi, quando?
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Fonte: meteoweb.it
